Malelingue: perchè parliamo male degli altri e come uscirne...
Perché parliamo male degli altri? E come possiamo smettere?
A tutti capita, in forme più o meno gravi, di parlare male
degli altri. Ma perché lo facciamo davvero?
La maldicenza non è solo un vizio o una cattiva abitudine,
ma un meccanismo psicologico.
Parlare male degli
altri, catalogare i fatti e le caratteristiche altrui in categorie conosciute,
è una forma di controllo su di lui e di conseguenza sulla nostra relazione
con lui. Siccome Il nostro valore sociale dipende dalle relazioni, screditare
l’altro può darci (illusoriamente) sicurezza e autostima.
Inoltre, a volte si prova un senso di “giustizia” (sommaria)
per vendicare torti che magari altri ci hanno fatto (non necessariamente quelli
di cui sparliamo). La frustrazione è dolorosa e la lingua avvelenata placa
un po’ il dolore.
Ma Il prezzo della maldicenza è alto: creiamo un ambiente
tossico, miniamo la fiducia reciproca e possiamo persino danneggiare la
reputazione sociale, lavorativa e familiare di qualcuno. Non a caso esiste il reato penale di diffamazione.
Abbiamo anche tristi casi di ragazzi indotti a gesti estremi per essere stati
bullizzati e ingiuriati sui social.
Quindi, perché abbiamo bisogno di sentirci meglio a spese
altrui?
Spesso alla base c’è insicurezza, una mancanza di autostima dovuta
a ferite profonde, come esperienze di non amore e traumi relazionali. Questo
mina la nostra autostima e l’amore verso noi stessi e la fiducia verso gli
altri.
Come uscirne?
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Fermarsi e riflettere: quando critichiamo
qualcuno, chiediamoci “Perché lo sto facendo?”
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Lavorare su noi stessi: rafforzare la
nostra autostima riduce il bisogno di denigrare gli altri.
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Praticare tolleranza e benevolenza: tutti
commettiamo errori. Guardiamo gli altri (e noi stessi) con più
comprensione.
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Guardare la propria storia con amore e
accettazione: scoprire i nostri punti di forza e i nostri limiti.
Vivere nella verità di noi stessi è un cammino difficile. Se
hai bisogno non esitare a chiedere aiuto.
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