Nel precedente articolo abbiamo esplorato le motivazioni che spingono al viaggio e i suoi benefici. Abbiamo visto come il mettere "terra e mare" tra noi e il nostro insoddisfacente quotidiano possa aiutarci a guardare le difficoltà, la sofferenza e la noia da una prospettiva diversa. Eppure, quante volte accade che, tornati a casa, troviamo tutto esattamente com'era? Le situazioni che ci affaticano e ci opprimono sono ancora lì, immutate, e noi stessi sembriamo non essere cambiati. Perché accade questo? Spesso, il viaggio non si trasforma in un percorso di consapevolezza e crescita interiore, ma rimane semplicemente un'evasione. Come un prigioniero evade dalla sua cella, anche noi fuggiamo dal nostro difficile quotidiano. Ma l'evasione, da sola, non genera cambiamento. Non crea opportunità, non trasforma. Dobbiamo smettere di viaggiare, allora? Assolutamente no! Ma possiamo scegliere di affrontare viaggi diversi, che si accompagnino al viaggio "fisico"...