Nessun uomo è un isola?
Conosciamo bene entrambe le poesie, le abbiamo fatte nostre, sono parte della nostra cultura e del nostro sentire....eppure dicono cose opposte, siamo un'isola o non lo siamo, siamo soli o in compagnia?
Sono convinta che entrambe siano vere. Vediamo come.
L’uomo è un essere relazionale: le scienze umane, la filosofia, l’antropologia e la psicologia concordano nel ritenere che il sano sviluppo dell’individuo avvenga solo nella relazione, nella continua interazione con l’altro e con il mondo. Fin dall’inizio, dal concepimento, il bambino vive in un mondo di relazioni con la madre e, crescendo, la sua interazione si amplia sempre di più, fino a comprendere il mondo intero. È attraverso la relazione che modifica se stesso, le sue credenze, le sue peculiarità, diventando la persona unica che è.
Eppure... ciascuno di noi sperimenta dentro di sé la solitudine di cui parla magistralmente Quasimodo. Ed è vero anche questo. Perché di fronte al significato profondo della nostra vita, ai "perché" che guidano la nostra esistenza, ci troviamo soli a cercare – e, nel migliore dei casi, a trovare – una risposta.
L’essere umano è grande in questo: unico nel suo realizzarsi, continuamente in cambiamento nel suo relazionarsi.
La solitudine ancestrale e profonda di fronte al significato del proprio esistere può e deve essere affrontata.
Se uno di questi aspetti ti pesa, non esitare a chiedere aiuto.
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